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3 step per gestire in maniera proattiva le minacce di sicurezza del 21° secolo

Molto è stato fatto per l'imminente Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (General Data Protection Regulation, GDPR), con Gartner che segnala che più del 50% delle aziende interessate dalla nuova legislazione non sarà completamente conforme ai requisiti entro la data di entrata in vigore (25 maggio 2018).

Nel frattempo, mentre il GDPR minaccia di applicare costose sanzioni in caso di violazione di tale normativa, i recenti attacchi informatici WannaCry e Petya evidenziano una minaccia molto più seria per le organizzazioni e dimostrano per quale motivo gestire in sicurezza la rete, il sistema e i dati sia una precauzione essenziale da adottare, indipendentemente dalla normativa GDPR.

La natura sempre più avanzata di questi attacchi evidenzia la crescente intelligenza e portata dei criminali informatici di oggi. Poiché i dati svolgono un ruolo sempre più cruciale per le aziende, il panorama professionale diventerà l'obiettivo principale di tale crimine. Pertanto, cosa possono fare i manager IT per proteggere la loro azienda da questa minaccia?


1. Rendere la sicurezza la priorità numero uno nella strategia IT

Gartner prevede che quest'anno la spesa a livello mondiale per la sicurezza delle informazioni sarà pari a 90 miliardi di dollari, un incremento del 7,6% rispetto al 2016. Tale previsione indica chiaramente che le aziende stanno cercando di riprendere il controllo sulla vasta quantità di dati che gestiscono. Poiché le abitudini di lavoro si evolvono e vengono introdotte nuove tecnologie, allo stesso modo i criminali informatici dispongono di una miniera d'oro sempre più vasta da cui attingere i dati personali. La sicurezza dovrebbe pertanto essere la priorità numero uno per i manager IT e il primo aspetto da valutare per la pianificazione del budget.


2. La formazione del personale

La consapevolezza pubblica in merito alla criminalità informatica è al livello massimo ma le aziende devono formare il personale in merito ai rischi dal punto di vista aziendale. I dipendenti sono l'anello più debole nella catena di sicurezza IT e la diffusa propensione per il mobile e remote working ne amplifica la vulnerabilità.

Tendono sempre più a ignorare il protocollo IT quando accedono a file sensibili fuori dall'ufficio e anche l'eventualità di perdere un dispositivo in movimento è maggiore. Poiché continuano a emergere nuove minacce e tattiche, spesso più rapidamente rispetto alle misure messe in atto per proteggersi, è essenziale che i dipendenti non abbassino mai la guardia. È quindi importante organizzare incontri con il personale tramite workshop e inviare comunicazioni interne per sensibilizzare costantemente i dipendenti su questa minaccia.


3. Togliere i dati dalle mani dei dipendenti

La formazione del personale è essenziale, ma ci sarà sempre chi continuerà a ignorare i protocolli e a mettere a rischio i dati sensibili. L'hardware aziendale offre una robusta prima linea di difesa ma poiché la minaccia emerge oggi a un altro livello, è essenziale che anche l'infrastruttura IT delle aziende si evolva, per assicurare la massima protezione. Tecnologie quali Toshiba Mobile Zero Client archiviano i dati al di fuori del dispositivo, rendendoli accessibili solo tramite una soluzione esistente con infrastruttura virtual desktop basata sul cloud. In questo modo si elimina la minaccia di archiviazione di malware sui dispositivi, oltre a evitare che i dati vengano compromessi in caso di perdita o furto di un dispositivo, assicurando la massima tranquillità alle organizzazioni che cercano di implementare una strategia IT mobile che sia efficiente ma al contempo estremamente sicura.

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